Le case d’epoca non si progettano sovrascrivendo la loro storia. Si esaltano, si corteggiano, concedendosi il lusso di qualche deviazione.
Questa villetta degli Anni Venti custodiva già tutto ciò che la rendeva unica: un giardino segreto, un lusso silenzioso nel cuore di Milano.
Così, guidati da quella scala in pietra, dal suo assetto a schiera e dal vecchio seminterrato, abbiamo immaginato interni che guardano alle dimore francesi e britanniche con uno sguardo nuovo, senza mai indulgere nella citazione letterale.
Il living ne è il manifesto. Una libreria lunga quasi otto metri attraversa l’intero ambiente e ne diventa l’architettura. Disegnata con proporzioni e fregi classici, alterna pieni e vuoti, lasciando emergere una carta da parati che interrompe il ritmo delle mensole e introduce una nuova profondità scenografica. Più che un mobile, è un paesaggio domestico.
La trasformazione più sorprendente riguarda il piano seminterrato. Un tempo destinato agli spazi di servizio, oggi ospita una grande cucina pensata come il vero cuore della casa: un ambiente ricco di atmosfera, accompagnato da una galleria di specchi incassati nelle cornici in gesso che riflette la luce naturale e amplifica le prospettive, senza che lo spazio appaia costretto. Più che un espediente decorativo, è un elemento architettonico che accompagna lo sguardo e dilata la percezione dello spazio.
